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COMUNICATO STAMPA FESTIVAL DSC 02-12-12

COMUNICATO STAMPA FESTIVAL DSC
2 DICEMBRE 2012

Ultima giornata, ieri, del II Festival della Dottrina Sociale Cristiana che si è concluso a Sora con una ricca ed interessante tavola rotonda con i Presidenti Nazionali e Regionali di diverse associazioni cattoliche che si sono confrontati sul tema “Beni comuni e sussidiarietà”. Il Festival è stato organizzato dal Comitato Sale con il contributo di Banca Popolare del Cassinate e Golem Lazio.
Ad introdurre i lavori il Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e Direttore dell’Ufficio Nazionale Comunicazioni Sociali Mons. Domenico Pompili, che ha rimarcato l’importanza di coniugare l’etica personale e l’etica sociale, tenendo presenti, insieme, i beni comuni e il bene comune come fine ultimo del nostro agire politico e sociale.
A moderare l’incontro è stato il giornalista di Avvenire Antonio Mira.
Claudio Gentili, direttore de “La Società” ha lanciato un importante messaggio di rinnovamento. Se la politica deve cambiare perché non è in grado di rispondere alla complessità della società, e se è vero che uno dei mali della politica è l’incapacità di rinnovarsi e il fatto che a governare sono sempre le stesse persone, a dare il primo esempio di rinnovamento devono essere proprio le associazioni cattoliche. Gentili propone ai leader delle associazioni cattoliche di fare volontariamente un passo indietro, per fare spazio a nuovi nomi e nuove proposte, dando così un esempio virtuoso anche alla politica e alle istituzioni.
Laura Viscardi, teologa, si è soffermata sul concetto di “gender”, così diffuso e che rappresenta un elemento pericoloso rispetto ai valori legati al concetto di famiglia, che resta l’elemento fondativo della società.
Elvio Covino, cardiochirurgo e preside del Campus biomedico, ha raccontato la sua esperienza di uomo e di professionista che ha deciso di dedicare gli ultimi anni della sua vita attiva all’impegno politico. Covino, come molti, si è reso conto che le attuali proposte sono insoddisfacenti per i valori che lui professa e per questo ha deciso di mettersi in campo e ha creato il partito “Società e famiglia”. In questa formazione si vuole ripartire dal valore della famiglia per ricostruire la società, senza allearsi con nessuno dei partiti esistenti. Bisogna invece seguire nuove strade, come possono essere quelle intraprese dall’Associazionismo cattolico e dalle esperienze di Todi.
Lidia Borzì, Consigliere di Presidenza delle ACLI, ha ricordato che la fede non è un fatto privato, ma che i valori di fede e i valori della famiglia e della difesa della vita devono essere portati nella vita politica. Oggi la politica viene fatta in televisione, mentre, al contrario, dovrebbe tornare ad essere fatta casa per casa. In quest’ottica, le associazioni, grazie ai tanti iscritti, hanno il compito di ricostruire una politica con la “p” maiuscola, che sappia coinvolgere i cittadini e abbia a cuore la comunitas. Tutti i cattolici dovrebbero tornare a leggere e studiare la Dottrina Sociale Cristiana e ad utilizzare quel prezioso strumento che è il Compendio della Dottrina Sociale Cristiana.
Il Segretario dell’UCID Giovanni Scanagatta ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro compiuto dal Comitato Sale che, con il Festival, sta percorrendo una strada importante e rappresenta un tentativo importante di avviare “dal basso” la ricostruzione. La carità, ha ricordato Scanagatta, è la misura massima della giustizia e i costruttori di bene comune sono gli imprenditori, le famiglie, le aziende. La dottrina sociale non è contro lo sviluppo, ma, al contrario, è per lo sviluppo in sommo grado. Benedetto XVI, con una felice espressione, parla addirittura di vocazione allo sviluppo, La DSC è parte integrante della nuova evangelizzazione e il Santo Padre ci ha ricordato il suo alto, profondo, teologico significato. Il Bene comune si costruisce insieme grazie alla politica. Esistono imprenditori che sono dei veri eroi.
Un saluto è arrivato anche da Mons. Adriano Vincenzi, presidente della Fondazione Toniolo, il quale ha ricordato la grande responsabilità dei cattolici che, agendo individualmente, danno una dimensione pubblica alla fede.
Un prezioso contributo è stato offerto anche dal Presidente degli Studenti Cattolici: ciascuno, nella sua attività quotidiana, ha qualcosa che può fare come cattolico. I cattolici, a prescindere dai diversi orientamenti politici, devono ritrovare l’unità sui valori che li accomunano.Riscoprire la matrice comune in una fase decisiva del pensiero cattolico come quella che stiamo vivendo è un prezioso contributo per superare la crisi attuale. La DSC deve tornare ad essere studiata ed è necessario che ci siano persone che diano la propria disponibilità a formare gli altri. La formazione non dà risultati immediati, ma offre una prospettiva di lungo periodo.
E’ intervenuto poi il dott. Francesco  Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, nato nel 1993. La politica, ha detto, ha una vocazione e una responsabilità primaria nella custodia del bene comune, ma questo non significa che tutto dipenda dalla politica: significa che la politica deve aprire gli occhi e lo sguardo a tutte le associazioni e gli enti. Talvolta, anzi, soffriamo di troppa politica: su tutto parlano e intervengono i politici, che tolgono spazio alle associazioni che quotidianamente si confrontano con la società civile. E’ questa la nuova sfida che l’attuale sistema di comunicazione ci pone.
Il mondo delle famiglie deve tornare ad essere responsabile del bene comune, come ci ha mostrato il Family Day. Freud ricordava che una vita degna di essere vissuta si ottiene amando e lavorando. Ritroviamo qui, inaspettatamente, lo stesso mandato del Genesi: l’uomo, il cristiano, persegue il bene comune amando e lavorando e per questo la famiglia ha un’enorme responsabilità sociale e ha grandi possibilità di incidere sulla società civile. I cattolici si danno come motore il fatto che c’è un buon motivo per vivere e che la vita è stata ricevuta in dono: per questo si deve restituire il bene ricevuto.
Interessante anche l’intervento dell’on.le Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, il quale ha evidenziato come spesso l’informazione offerta da molti giornali sia faziosa e piena di censure e come su temi delicati come la difesa della vita ci siano molti pregiudizi. I centri di aiuto alla Vita si occupano non solo di aborto, ma di difesa della dignità della vita in tutti i suoi aspetti e i suoi momenti.
La parola è poi passata al Vice Presidente del Movimento Cristiano dei Lavoratori Antonio Di Matteo che pure ha evidenziato l’importanza che i cattolici ritrovino l’unità e favoriscano la costruzione di una presenza politica che abbia una base culturale forte. Siamo in una stagione decisiva, nella quale lo studio, il confronto, l’analisi sono estremamente importanti.
Non è più il momento della delega, ma è il momento della testimonianza.
Il Vice presidente Vicario di Confcooperative dott. Carlo Mitra ha sottolineato come l’individualismo ha avvelenato l’etica civile e morale della nostra società. Oggi l’attuale sistema di sanità e di welfare è seriamente messo in discussione ed è ipotizzabile il ritorno alla mutualità e alle comunità che saranno chiamate a riappropriarsi del loro ruolo. La fase attuale non è segnata dalla disperazione, ma deve essere segnata dalla ricostruzione: si sta ridisegnando un mondo nel quale i cattolici sono chiamati a dare il contributo traendo alimento dalla loro cultura e da quel know how che è dato dalla DSC. Bisogna ripartire dalle persone, dalle comunità, dai territori.
Infine, è intervenuto Loreto Policella, Vicepresidente della Compagnia delle Opere del Lazio, che ha voluto ribadire l’importanza di ritrovare una dignità dell’uomo al di là delle logiche di mercato.

A concludere, la premiazione del Concorso AMA, dedicato ai temi del Festival: per la sezione cinematografia si è aggiudicato il premio Valentina Campoli, della classe IV C del Liceo Scientifico L. Pietrobono di Alatri; per la sezione fotografica il terzo premio è andato a Giordana Ferraioli, il secondo premio a Tatiana Rea e il primo premio a Francesca Marconi. A consegnare i premi la presidente della giuria e segretario provinciale della CISL Alessandra Romano e il presidente del Comitato Francesco Rabotti.

Il Festival si è concluso con una cena di beneficenza il cui ricavato verrà devoluto ala Casa della Carità di Cassino. La cena è stata organizzata grazie al prezioso contributo dell’Istituto alberghiero di Sora.

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